Quanto aiuto?

Immigrato, Straniero, Emigrante, rifugiato, sfollato sono nomi,tra le decine di forme esistenti, con cui riusciamo a chiamare un uomo che non è natio delle nostre terre.. Uomo o donna  come noi, che con un viaggio cerca di salvare la sua vita, di scappare dalle povertà, non solo materiali, del suo paese. Cerca di strappare un sogno dal fango per ridargli luce. Per lui si apre una battaglia, una vita piena di speranza e di forza d’agire, ma colma di difficoltà dovute a strutture che società ospitanti non cambiano. Strutture di pensiero, di cultura. Idee che sono lontane dalla carità che Benedetto XVI descrive nella sua "Caritas in veritate" : "L’umanità intera è alienata quando si affida a progetti solo umani, a ideologie e a utopie false. Oggi l’umanità appare molto più interattiva di ieri: questa maggiore vicinanza si deve trasformare in vera comunione. Lo sviluppo dei popoli dipende soprattutto dal riconoscimento di essere una sola famiglia, che collabora in vera comunione ed è costituita da soggetti che non vivono semplicemente l’uno accanto all’altro."

Una società famiglia che sappia vivere di comunione: è questo il principio di alcuni enti che lavorano nel nostro territorio. Si propongono come fratelli e padri che sanno aiutare, che si donano. Enti come Caritas e Centro Fernandes operano nel migliore dei modi possibili per riportare serenità nell’uomo che arriva da terre lontane e cercano di attuare pratiche e metodologie che facciano sentire quest’uomo al centro di nuove relazioni. Accoglienza e nuove relazioni con persone che condividono la stessa storia, con persone che sono pronte ad offrirsi in aiuto e con Dio. Il Centro Fernandes sito a Castel Volturno (http://www.centrofernandes.it) propone attività sportive, teatrali e scambi culturali, ambulatori medici, visite odontoiatriche, corsi di alfabetizzazione, mensa, e non ultima la Santa Messa. La Caritas diocesana ha un proprio sportello  informativo e di segretariato sociale presso la FF.SS di Aversa che si occupa di Informare gli immigrati sui loro diritti, coordinare i servizi e attivare scambi sinergici per quanti si occupano di immigrazione, facilitare e fornire agli utenti inserimento e integrazione nella società, contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno migratorio, mensa, ristoro e servizio docce.

    Questi due enti sono due voci reali che donano le proprie energie al servizio degli immigrati per creare un’ unica famiglia. Offrono un messaggio forte e chiaro di ciò che è la carità, l’aiuto vero verso gli immigrati. Giovani come noi dovrebbero sentire forte queste testimonianze, Giovani come noi devono seguire il loro esempio. Sorge spontaneamente una domanda: quanto nelle nostri prassi di A.C . è impresso un gesto di aiuto verso gli immigrati? Quanto tempo doniamo a loro? Quanto aiuto?

di Luigi Palmieri e Ilaria Andreozzi

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1 Commento

  1. Recel scrive:

    Carissima redazione siete stati proprio bravi! Un grazie particolare a Luigi e Vincenzo… bravi, bravi, bravi!

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