LIBERA… DA OGNI PRECLUSIONE, PER LAVORARE INSIEME AL BENE COMUNE

Negli ultimi 2 mesi la nostra diocesi ha visto nascere tre nuove importanti realtà sul nostro territorio, sono stati inaugurati tre presidi di Libera, uno ad Aversa, uno a Giugliano e l’ultimo a Casal di Principe.

Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie è un’organizzazione dedita a sollecitare e coordinare la società civile contro tutte le mafie, nasce nel 1995 ad opera di don Luigi Ciotti, un sacerdote che ha dedicato e dedica ancora tutt’ora la sua vita a promuovere legalità e giustizia, ed ora è accompagnato da oltre millecinquecento associazione di tutto il Paese.

Lo spunto per quest’articolo mi è venuto da un’esperienza che ho vissuto qualche giorno fa. Nella mia città, Giugliano, alla presenza proprio di don Ciotti, è stato inaugurato il nuovo presidio territoriale di Libera intitolandolo ad una vittima innocente della camorra, morta in una sparatoria nel 1980, si chiamava Mena ed era una giovane della mia città. Dopo quest’appuntamento, i ragazzi del presidio si sono subito messi a lavoro e con un evento su facebook hanno invitato la cittadinanza e le associazioni locali a discutere insieme su proposte e collaborazioni da mettere in atto per un lavoro comune sul territorio. Anche a me era arrivato l’invito e a quel punto contava poco come fosse arrivato, come vice-presidente giovani della mia associazione ho pensato che fosse doveroso parteciparvi e dare la nostra disponibilità come comunità religiosa. Comunità religiosa attiva da sempre sul territorio, che insieme alle tante altre associazioni parrocchiali della città lavora con i bambini, i giovani e gli adulti per formare ai concetti di solidarietà, giustizia, pace, cittadinanza, salvaguardia del creato e bene comune che sono alla base dell’opera dell’Azione Cattolica, fucina di laici impegnati nel e per il territorio.

Non era il primo contatto che avevo con Libera, proprio grazie all’Azione Cattolica avevo visto da vicino l’operato del coordinamento provinciale di Libera Caserta, conoscendo i ragazzi del comitato Don Peppe Diana, ai vari incontri organizzati dal Movimento Lavoratori di AC e dal Settore Giovani, momenti serviti a creare rete, a istaurare collaborazioni e partecipazioni, tutt’ora in corso, ad iniziative comuni.

Mi sono presentato all’incontro nell’aula magna dell’istituto religioso che darà ospitalità al presidio, ci sono andato insieme al nostro vice-presidente diocesano, Filippo, anche lui come me di Giugliano, ci siamo andati con la pretesa di rappresentare la Chiesa, senza presunzione, come battezzati, come giovani laici, come soci di AC.

C’erano associazioni culturali e cittadini, l’entusiasmo era percepibile, è stato bello sentire dei concittadini che hanno a cuore il proprio territorio e questo passa anche attraverso la denuncia e il contrasto a qualsiasi forma di criminalità e ingiustizia, è stato meno bello quando si è incominciato parlare di Chiesa locale assente e lontana da questi temi, una Chiesa locale passiva e indifferente, una Chiesa locale come sinonimo solo del clero, di un certo clero.

Seguo con molto interesse questo gruppo, dal principio della loro iniziativa, anch’essa per certi versi un po’ slegata dal territorio, senza aver provato a conoscere prima le realtà già presenti nel territorio o forse poteri pensare, volendole evitare apposta proprio perché ritenute, a parer loro, assenti. E anche agli incontri precedenti puntualmente, o sarebbe giusto dire inevitabilmente, il riferimento all’operato della Chiesa locale, nella lotta alle mafie, è sempre stato spunto di polemica. Un motivo in più per noi per essere presenti a questo nuovo incontro, non certo per difendere qualcuno o qualcosa semplicemente per poter parlare per conoscenza diretta dell’operato delle parrocchie, delle associazioni laicali e di tutto un mondo di operatori che lavorano qui e ora. Si battono con uno stile diverso, più silenzioso ma non meno efficace delle manifestazioni di piazza, alla lotta ai soprusi, alle povertà (di tutti i tipi), alla formazione di coscienze coraggiose e attente per la costruzione di un mondo migliore fondato su quei valori universali del Vangelo eticamente comuni a qualsiasi pensiero di giustizia e pace.

Questo è stato ciò che in quell’assemblea abbiamo voluto dire, esprimendo la nostra volontà di farlo insieme, insieme a Libera, insieme a tutte le altre associazioni che hanno a cuore la costruzione di quel bene comune che non può prescindere dall’appartenenza al credo religioso ne tantomeno ad un ostracismo che non vada oltre i luoghi comuni valorizzando i comuni intenti, soprattutto quando alla base c’è una radice evangelica forse un po’ dimenticata.

di Giuseppe Capuano

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