Un esercizio di vita: Esperienza Percorso Frassati in Campania.

08 luglio 2012: La guida ci dice di guardare verso cima dove si scorge il santuario di San Michele (Sala Consilina, quota 986m), che dal punto di inizio del percorso sembra proprio un puntino. Una meta così alta scoraggia inevitabilmente, perché sei convinto che le tue forze fisiche non ti consentiranno di andare così lontano. La guida questo lo sa, ecco che ripete più volte che avere la meta ben chiara è fondamentale per un percorso in montagna, e non solo.. Mi chiedo al quel punto il perché.
La vita di Pier Giorgio Frassati mi è sempre stata cara, me ne sono innamorata dopo aver pregato sulla sua tomba a Sydney durante la GMG del 2008. Aveva dei tratti che mettevano in discussione la mia vita, mi interrogava con le sue azioni semplicemente “normali” ma che profumavano di felicità, di quella Vera. Non avevo mai colto fino in fondo la sua passione per le montagne; certo che questa avesse delle ripercussioni sulla sua vita spirituale, ma in che modo?
Ed ecco l’esperienza del Sentiero Frassati in Campania ad essere stata davvero illuminante.
Un passo dopo l’altro, con il sole che scalda il fiato, la fatica di certo non manca. Toccare con mano la propria esperienza di limite causa un’immensa voglia di fermarsi. Comincio a pensare alla bellezza della mia vita, i volti-i luoghi-i ricordi, provando a fissarne alcuni su cui fare forza per non mollare, e poi mi guardo intorno osservando i miei amici di avventura. Tanti di loro sono quei volti familiari che ho imparato a conoscere agli incontri di AC nazionali e regionali, altri sono quelli del mio gruppo parrocchiale. Averli accanto da forza perché, anche o forse soprattutto, attraverso la fatica si fa esperienza di condivisione: gli sguardi di tenerezza, il prendersi per mano, le parole che fanno nascere sorrisi, il fermarsi insieme per prendere fiato.
Poi si ritorna a camminare, ritrovandosi di nuovo a lottare con il proprio respiro; lì ti affidi, guardi quella meta ancora lontana che pare non esserci più e capisci che l’unica cosa che puoi fare è mettere nelle mani di Dio quel sacrificio che stai compiendo. “non importa come andrà, metto tutto nelle tue mani, lo offro a Te”. Quella fatica diventa preghiera, perché in quel subbuglio rinasce in te la certezza di Dio Padre. Bravo Pier Giorgio, la scritta “verso l’Alto” sulla tua foto in cui ti arrampichi su una parte rocciosa.. ecco, ora ha un nuovo senso: il tuo desiderio di incontrare Dio. Il tuo esercizio di vita.
All’arrivo della meta tante sono le persone della diocesi di Teggiano-Policastro ad accoglierci: è come arrivare a casa, una nuova casa.
Farsi accarezzare dall’erba di un prato alto, immergere la mano nella acqua gelida di un torrente, fermarsi a contemplare un fiore, non è l’immagine bucolica di una vita sradicata dal mondo reale di tutti i giorni, ma è fare esperienza concreta di come riappropriarsi della propria vita a partire dalle piccole cose.
Oggi che sono di ritorno a casa, il fare memoria del Sentiero percorso mi interroga sul non mollare i miei sogni di vita nonostante i contesti precari che, visti i tempi, sono spazi comuni di noi Giovani. La meta comincia a delinearsi anche se la strada è in salita, ma “menomale”..la vista dall’alto è tutta un’altra storia.
di Angela Sorriso


Stampa articolo
    

Lascia un Commento

Copyright © 2012 AversaGiovani.it · Tutti i diritti riservati
basato sul tema fashionpro · Powered by WordPress