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90 anni di AC: Intervista al prof. Luciano Orabona

Inserito il 12 dicembre 2012 @ 13:59 | No Comments

Certamente il Prof. Luciano Orabona, storico del cristianesimo e delle Chiese, rappresenta la “memoria” vivente dell’Azione Cattolica della diocesi di Aversa ed il nostro desiderio di «fare memoria» non è declinabile come un nostalgico “ricordare”, bensì come l’impegno di voler fondare, nel “tempo che fu”, le basi per una quoti­dianità associativa sempre rinnovata ed arricchita dal desiderio forte di progettualità.
Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, Luciano Orabona ha di­retto la collana dell’Editrice AVE «Fonti e studi della storia dell’Azione Cat­tolica», scrivendo la Presentazione del primo volume, di G. Acquaderni, «Ri­cordi ai suoi amici» ma, per noi, è soprattuttol’autore di «Laici e Vangelo in terre del Mezzogiorno – L’Azione Cattolica di Aversa e della Campania tra cronaca e storia».
È ovvio, quindi, che il “socio di Ac” Luciano Orabona non poteva man­care alla celebra­zione del 90° anniversario della fondazione della sua asso­ciazione diocesana ed è per questo che lo abbiamo raggiunto per intervi­starlo sottoponen­dogli le stesse domande rivolte alla Presidente emerita Dr.ssa Lina Maiolica intervenuta, domenica 9 dicembre alla Festa diocesana dell’Adesione.
Dal profondo del cuore associativo, Lo ringraziamo per la disponibilità, l’ amorevolezza dell’ incontro e per il dono fatto a tutti noi ed a ciascuno di noi.

9 Dicembre 2012

Intervista al Prof. Luciano Orabona

Domanda 1: In quest’anno della fede, 50° di apertura del Concilio Vati­cano II, cosa deve significare per l’Azione Cattolica aversana confrontarsi con la fede alla luce del vento di rinnovamento eccle­siale indotto dal CVII ?
Risposta :
Io penso che per l’Azione Cattolica di Aversa il Vaticano II deve continuare ad essere come negli scorsi decenni il punto di riferi­mento nel lavoro di cambiamento di mentalità e di rinnovamento delle coscienze. Negli anni Sessanta per noi laici di Ac si accese una grande luce: il Concilio fu il segno di un profondo rinnovamento, rinnovamento non tanto a livello speculativo e da intellettualisti, quanto come realtà viva e da vivere ogni giorno nella pratica della vita. Fummo tutti impegnati a far conoscere il significato vero e profondo dell’insegnamento conciliare. Se è vero, com’è vero, che l’evento Concilio è nei documenti scritti dai Padri, furono le costitu­zioni conciliari ad aiutarci a scoprire il volto sempre nuovo della fede. Allora la pratica della fede non era un problema, vi erano i cri­stiani praticanti; il Concilio ci aiutò a diventare cristiani credenti. Nella realtà sociale di oggi dobbiamo tornare ai punti fondanti della fede e aiutare così gli uomini del nostro tempo, che sono smarriti e scontenti più di prima, aiutare la gente a ritrovarsi intorno ai motivi che danno fondamento alle ragioni della spe­ranza. L’Ac deve vivere e testimoniare la bellezza della fede in Cristo, che è vivo in mezzo a noi. Luce delle genti (Lumen Gentium, la costituzione dogmatica sulla Chiesa), ci illumina mediante la Divina Rivelazione (Dei Ver­bum), con la sacra liturgia ci purifica e santifica (Sacrosanctum conci­lium), nella Chiesa ci unisce nel suo corpo e ci istruisce a com­prendere e soccorrere le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi (costituzione pa­storale Gaudium et spes). Dobbiamo scoprirle e vi­verle queste realtà con­crete e non limitarci soltanto a comprenderle come costruzioni intellettuali. Aiutare gli altri è l’essenza dell’Ac, perché l’Ac non vive per sé ma per la Chiesa e, nella Chiesa, per il mondo.

Domanda 2 : Il passato è storia, il futuro appartiene a Dio. L’AC aversana celebra il 90° anniversario della sua nascita: – Quale oggi per la nostra Azione Cattolica diocesana?
Risposta :
Non si tratta di tautologia, ma è proprio vero: il passato è storia! È storia nella quale affondano radici profonde il presente e il futuro. Perciò un po­polo che dimentica le sue origini è come una pianta che non mette radici profonde e quindi non può durare a lungo. È al­trettanto vero che il futuro appartiene a Dio. Ma Dio vuole la nostra collaborazione per realizzare il suo disegno di salvezza del mondo. Le origini dell’Azione Cattolica in Aversa ri­salgono al 1922, con Ar­mida Barelli e l’aversana Sofia Fiordilisi. Allora sor­sero le Donne cattoliche, fu il primo dei quattro rami di un albero robusto, desti­nato a crescere e rifiorire. Caratteristica dell’Asso­ciazione è stata sempre quella di saper interpretare i problemi e le esigenze della propria epoca guardando al futuro della Chiesa nel mondo. Oggi siamo chiamati a dare ragioni fondate di speranza alle donne e agli uomini del nostro tempo. Dobbiamo vivere e testimoniare la gioia dell’essere cristiani in un mondo di idoli che adora il vitello d’oro, e dobbiamo farlo da laici impegnati nelle re­altà temporali, nei vari campi del lavoro e delle attività professionali. Dob­biamo e possiamo farlo a una sola condizione: se alimenteremo la voca­zione all’apostolato alla fonte della fede, con  fiducia nelle parole di Gesù, che ci ha rassicurati: se avrete fede, farete cose più grandi di me. Ci è di esempio un laico del nostro tempo, il beato Giuseppe To­niolo, uomo di profonda fede cattolica, padre di sette figli, profes­sore all’Università, grande scienziato, che tutta l’attività spese in Ac per il miglioramento delle condizioni della società. Ci sono stati an­che nella nostra diocesi uomini e donne di Ac che dovremmo impa­rare a meglio conoscere per l’insegnamento ci hanno lasciato di vite illuminate da una fervida fede nel servizio gratuito al bene comune.

Domanda 3: – Qual è l’augurio che Lei ritiene di dover formulare ai ra­gazzi, ai giovani ed agli adulti che hanno fatto della nostra as­sociazione la loro nuova grande famiglia?
Risposta :
Questa terza domanda merita un ringraziamento speciale, perché ragazzi, giovani e adulti siamo tutti accomunati in un solo compito, che è l’esigenza più urgente del nostro tempo. Se ci troviamo nelle condizioni attuali della società, condizioni di ogni genere, non escluse quelle economiche, la prima causa è da ricercare nel fatto che negli ultimi decenni abbiamo abbando­nato la scuola, voglio dire ab­biamo trascurata la funzione educativa, che riguarda noi adulti e chiama in causa il mondo dei ragazzi e dei giovani. L’Ac di Aversa deve essere contenta di aver riscoperto il compito fonda­mentale della formazione. Sarà il più grande servizio che può rendere alla Chiesa e alla comunità sociale. Anche in questo il Concilio è il libro da ria­prire, da leggere, da far leggere e da insegnare. Formazione innanzitutto alla vita interiore, attingendo alla fede, che è la nostra cattedra per una vita coerente nel servizio al bene comune. Se manca questo presupposto, è un fallimento ogni attività, anche la più intensa. Si ridurrebbe a vacuo attivismo. Giuseppe Toniolo era solito ripetere nei suoi scritti spirituali che non serve a nulla l’azione esteriore se non nasce e non è accompagnata dalla vita interiore, nell’esercizio delle virtù e con la riforma quotidiana di sé stessi. Il Beato prospettava un’opera interiore di perfezionamento, per poter meglio cooperare al miglioramento degli altri e al progresso este­riore sociale. Il mio augurio si trasforma in una grande speranza, che vuole di­ventare certezza: che ragazzi, giovani e adulti possiamo metterci tutti alla scuola di questo grande insegnamento, per poter diventare lievito, capace di fermentare di bene, morale ed econo­mico, la nostra società.

«Carissimi, permettetemi di omaggiare l’Ac diocesana tutta di un piccolo dono: la documentazione fotografica, a tutti ignota, della celebrazione, nella stessa cattedrale, del centenario dell’Azione Cattolica Italiana nel dicembre 1968, con l’Assistente Generale, l’ecc.mo arcivescovo Mons. Franco Costa, di venerata memoria, nella Presidenza Centrale di Vittorio Bachelet»

Affettuosi saluti augurali a tutti.
Luciano Orabona

 

di Ernesto Gambardella

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